La cefalea: comunemente chiamata mal di testa

da | Lug 31, 2023 | Patologie e disturbi | 0 commenti

E’ vero che è dovuta all’infiammazione e che il trattamento farmacologico è l’unica via?

La cefalea, più comunemente nota come mal di testa, comprende qualsiasi dolore che colpisce la testa o il viso. Le cefalee possono essere classificate in PRIMARIE e SECONDARIE.

Le cefalee PRIMARIE:

non sono legate ad altre cause.

Le cefalee SECONDARIE:

sono spesso il risultato di una malattia, di un trauma o derivare da problematiche a carico dell’apparato vascolare o muscolo-schelettrico.
Le cefalee primarie condividono molti sintomi comuni con una fisiopatologia che tende a sovrapporsi. Ai fini diagnostici, la Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICHD) suddivide le cefalee primarie utilizzando localizzazione, intensità, durata, eventi associati e la loro risposta ai trattamenti per differenziarle.

Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICDH)

La 3a edizione della Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICDH) riporta un lungo elenco di cefalee primarie e secondarie. L’obiettivo di questo articolo non è quello di trattare in dettaglio tutti i vari tipi di cefalee per il cui approfondimento si rimanda a questo link. Qui affronteremo in modo critico come la terapia manuale e l’esercizio possano essere efficaci nel gestire la sintomatologia di: EMICRANIA, CEFALEA di tipo TENSIVO (entrambe cefalee primarie) e CEFALEA CERVICOGENICA (cefalea secondaria).

1. Emicrania

Sintomatologia

Gli attacchi sono definiti da mal di testa unilaterale, da moderato a grave, di natura pulsante. Con ipersensibilità ad input come suono, luce e movimento, quindi è aggravata dall’attività fisica, anche di bassa intensità (camminare o salire le scale).
In base all’ereditarietà genetica l’emicrania può essere con aura (interessa un terzo dei pazienti emicranici) e senza aura. L’aura è rappresentata da una serie di sintomi associati.
In individui con una predisposizione genetica alcuni fattori (fatica, fame, alcol, mestruazioni) possono avviare il fenomeno dell’emicrania, che comporta 4 fasi principali:

il prodromo (sintomi premonitori)

l'aura (se presente)

il postdromo

Prevalenza

Molti studi epidemiologici hanno documentato l’elevata prevalenza dell’emicrania e l’impatto socio-economico e personale della malattia. L’emicrania esiste con una prevalenza globale del 12% (18% donne, 6% uomini). Nel 2015 è stata classificata come terza causa di disabilità in uomini e donne al di sotto dei 50 anni.

Fisiopatologia

La comprensione della fisiopatologia ha continuato ad evolversi. Ora si concentra su un fenomeno centralizzato che comporta un’elaborazione alterata degli input sensoriali da parte di un cervello che possiede uno stato di eccessiva eccitabilità. E’ originata in più aree cerebrali ed espressa prevalentemente da un sistema che coinvolge il nervo trigemino e l’apparato vascolare.

2. CEFALEA di tipo TENSIVO

Sintomatologia

In questo tipo di cefalea il mal di testa è caratterizzato da dolore alla testa, mal di testa frontale, da lieve a moderato che non è associato a nausea e vomito, ma possono essere presenti fotofobia o fonofobia (ipersensibilità a luce e suoni). Il dolore è di qualità opprimente, bilaterale alle tempie e nelle aree occipitali, può essere associato ad irrigidimento muscolare, ma non è né pulsante e né aggravato dall’attività fisica.

Prevalenza

E’ molto comune, con una prevalenza nella popolazione generale che, secondo i vari studi, varia dal 30 al 78%. Essa ha un elevato impatto socio-economico.
E’ il disturbo di cefalea primaria più comune e colpisce le donne leggermente più degli uomini, con un’età media di insorgenza dai 25 ai 30 anni e un’età massima di 39 anni. Ha una prevalenza globale del 38% e una prevalenza una tantum del 46%. Colpisce dallo 0,5% al ​​4,8% della popolazione mondiale.

Fisiopatologia

Mentre in passato veniva considerata di natura prevalentemente psicogena, alcuni studi suggeriscono fortemente l’esistenza di una base neurobiologica. Sebbene la fisiopatologia di questa cefalea non sia chiara, un’ipersensibilità generalizzata al dolore da pressione e la rigidità dei muscoli del collo svolgono un ruolo vitale nel suo sviluppo.

In alcuni casi il sistema nervoso centrale diviene più sensibile ai segnali nocicettivi (impulsi elettrici provenienti da terminazioni nervose in grado di reagire a segnali termici, chimici o meccanici). Normalmente tutti i segnali diretti al cervello subiscono una modulazione, in aumento o in diminuzione, a seconda di fari fattori interni ed esterni al nostro corpo.

In caso di ipersensibilizzazione la modulazione si altera e i segnali che dalla periferia arrivano al cervello vengono potenziati, alterando la corretta percezione della reale situazione nella periferia. L’alterazione della modulazione dei segnali nocicettivi in arrivo dalla periferia al cervello sembra svolgere un ruolo importante in questo tipo di cefalea.

3. CEFALEA CERVICOGENICA

Sintomatologia

La cefalea cervicogenica è quella cefalea che il paziente definisce “mal di testa da cervicale”.  È caratterizzata da un dolore unilaterale, che non cambia lato, originato dalla parte alta del collo e con una irradiazione all’occhio o alla tempia dello stesso lato. Il dolore è di solito di intensità moderata o in alcuni casi severa, ma non di tipo pulsante, caratteristica che permette di differenziarlo dal dolore emicranico.

Al dolore si possono associare, in via occasionale, nausea, fotofobia e/o fonofobia (ipersensibilità a luce e suoni), senso di instabilità e visione offuscata dallo stesso lato dove è presente il dolore.
I sintomi sono innescati da movimenti del collo, posizioni protratte del capo, posture scomode mantenute e/o una palpazione provocativa della regione alta del collo.
La frequenza degli attacchi è variabile ma può essere anche quotidiana.

Prevalenza

La prevalenza di questa cefalea nella popolazione varia dal 2,2% al 4,4% con una predominanza nel sesso femminile con un rapporto di 4 a 1 rispetto al sesso maschile.

Fisiopatologia

Le prime vertebre cervicali sono denominate C1, C2, C3. Le informazioni di questa regione del collo vengono trasportate attraverso vie nervose in una zona sotto al cervello, denominata tronco dell’encefalo. Più precisamente in un’area caratterizzata dalla presenza di alcuni nuclei chiamati trigemino-cervicali. Questi nuclei sono così chiamati perché ricevono non solo le informazioni della parte alta del collo, ma anche le informazioni della faccia tramite il nervo trigemino. Questa convergenza di informazioni in ingresso è la base neurofisiologica che permette di giustificare come il dolore possa essere irradiato dal collo alla fronte e alla faccia.

Valutazione

I sintomi della cefalea cervicogenica possono sovrapporsi a quelli di altre cefalee primarie e per questo motivo capita che questo tipo di mal di testa non sia sempre riconosciuto.
Due tipi di cefalea possono coesistere e presentarsi in modo alternato. Oppure le disfunzioni cervicali da cui originano i sintomi della cefalea cervicogenica possono essere la miccia in grado di scatenare una cefalea primaria (emicrania o cefalea di tipo tensivo).
Poiché disfunzioni cervicali possono aggravare o scatenare quadri di cefalea primaria è molto importante cercare di inquadrare al meglio i sintomi del paziente e analizzare accuratamente il collo e la muscolatura che dalle spalle va al collo.
Se il paziente presenta una limitazione di mobilità del collo, è possibile rievocare i sintomi stressando alcune strutture. Presenta debolezza in alcuni muscoli specifici del collo e alla valutazione manuale si evidenziano delle disfunzioni nelle articolazioni cervicali alte (C0-C3). È molto probabile che la sintomatologia lamentata abbia una componente cervicale.

Trattamento

Un’accurata anamnesi (raccolta di informazioni tramite il colloquio con il paziente), l’esecuzione di alcuni test clinici specifici e una valutazione manuale dei tessuti del collo (muscoli, articolazioni e nervi), della parte alta del torace e della regione della spalla gettano le basi per un trattamento efficiente ed efficace. Identificare se sono presenti disfunzioni cervicali che possono contribuire o determinare i sintomi del paziente rappresenta la chiave del trattamento.

La combinazione di terapia manuale e medical training therapy permette di ridurre l’intensità e la frequenza del dolore, migliorare la qualità della vita e la mobilità del collo del paziente.

Vari studi ci confermano quanto sopra riportato: non è ancora perfettamente chiaro quale strumento sia migliore, ma sembra essere la loro combinazione a rendere il trattamento efficace. Personalmente ritengo che essendoci una variabilità individuale è la giusta proporzione degli elementi a permettere di ottenere un risultato soddisfacente.

In presenza di cefalea cervicogenica il trattamento farmacologico con antinfiammatori non è stato indagato sistematicamente mentre gli oppioidi non sono consigliati per la loro scarsa efficacia e l’elevato rischio di effetti collaterali.

Il trattamento più efficace per questo tipo di problematica è al momento rappresentato quindi dalla terapia manuale e dall’esercizio.

CONCLUSIONE

Per problematiche e sintomatologia correlate al mal di testa è opportuno consultare un medico e, se necessario, un fisioterapista, che possa analizzarle contestualizzate alla persona e alla sua storia clinica.

Non sottovalutare mai i sintomi di un mal di testa, ascolta il tuo corpo e cerca sempre un’adeguata valutazione per garantire la tua salute e benessere!

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