Sindrome da impingement

da | Dic 20, 2023 | Patologie e disturbi | 0 commenti

E’ una condizione muscolo-schelettrica o una illusione clinica?

La sindrome da impingement rappresenta una condizione controversa che ha catturato l’attenzione degli specialisti per decenni. Leggi l’articolo e scopri i dettagli e le opinioni divergenti su una delle condizioni più dibattute.

La storia

La sindrome da impingement è stata descritta per la prima volta in letteratura nel 1852, ma è stato nel 1972 che Charles Neer l’ha affrontata in modo più approfondito.
Secondo il chirurgo americano Neer, i disturbi della cuffia dei rotatori sono dovuti al perpetuarsi di una compressione di questi tendini tra le due ossa che stanno sopra (acromion) e sotto di loro (omero).
Neer identificò 3 tipi diversi di acromion a seconda della sua morfologia: tipo I, II e III. L’incremento del numero indica un acromion maggiormente uncinato. Questo uncino riducendo lo spazio tra acromion e omero predisporrebbe la spalla a questa patologia.

L’impingement descritto da Neer è quello subacromiale ed è caratterizzato da dolore antero-laterale alla spalla e al braccio, prevalentemente nei movimenti che richiedono al braccio di alzarsi a livello della spalla o sopra la testa. Il dolore è presente anche di notte, soprattutto se si dorme sull’arto interessato.

Esistono altre due sindromi da impingement che sono: l’impingement coracoideo e l’impingement interno.
Il primo avviene tra un osso che è nella parte anteriore della scapola chiamata coracoide e la parte anteriore della testa dell’omero, mentre il secondo è tra la parte posteriore della testa dell’omero e la parte posteriore della superficie articolare su cui questa si appoggia chiamata glenoide.
Negli anni molti interventi di acromionplastica volti a limare l’uncino dell’acromion nel trattamento dell’impingement subacromiale sono stati eseguiti. Tra il 1996 e il 2006 nello stato di New York sono aumentati del 254%.

Il professor Jeremy Lewis ha ipotizzato che i benefici riportati a seguito dell’intervento di acromionplastica non siano dovuti al rimodellamento dell’acromion, ma al riposo post-intervento seguito dalla riabilitazione post-chirurgica o all’effetto placebo.
Nel 2018 su Lancet fu pubblicato un articolo che evidenziava come chi subiva l’intervento di acromionplastica non aveva benefici superiori a chi subiva solo un’artroscopia diagnostica o chi non veniva operato, a 6 mesi di distanza e ad un anno di distanza.

Attualmente questa sindrome è un ombrello al di sotto del quale vi è un ampio spettro di problematiche che includono:

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Lesione della cuffia dei rotatori

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Tendinopatie calcifiche

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Tendinopatia del capo lungo del bicipite brachiale

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Tendinopatia della cuffia dei rotatori

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Borsite subacromiale

EZIOLOGIA

L’eziologia ad oggi rimane un mistero, ma sono stati proposti due meccanismi che possono portare ad una sindrome da impingement subacromiale:

Intinseco:

l’impingement è causato dal danno ai tendini

Estrinseco:

il danno ai tendini causa l’impingement

Tuttavia anche uno scarso controllo della scapola a causa di un’alterazione del rapporto di forza dei muscoli che ne gestiscono il movimento e una inibizione o una debolezza a carico dei muscoli della cuffia dei rotatori possono essere correlati alla sindrome da impingement subacromiale.

Atri fattori possono che possono facilitare l’insorgenza di questo impingement sono: lavori pesanti, vibrazioni, fumo, infezioni e fattori genetici.

Evidenze conflittuali

Negli anni il modello patanatomico da conflitto subacromiale è stato screditato da diversi studi scientifici.

I test clinici non si sono ritenuti affidabili nel differenziare la sindrome subacromiale dalle altre condizioni e il trattamento più efficace per questa patologia non sarebbe la chirurgia, bensì il trattamento conservativo.

Neer ipotizzava che il 95% delle lesioni della cuffia dei rotatori sarebbero da attribuirsi all’abrasione generata dal conflitto contro l’acromion, ma i dati in nostro possesso ci dimostrano che nella maggior parte dei casi il lato più colpito dei tendini della cuffia dei rotatori non è il versante superiore, cioè quello che entrerebbe in conflitto con l’acromion, ma bensì il versante profondo, cioè quello verso l’omero.

Anche il fatto che l’acromion di tipo III predisponga alla sindrome da impingement non trova, ad oggi, alcun riscontro in letteratura.

Alla luce di tutto questo nel 2011 Jeremy Lewis ha proposta di modificare il termine “impingement subacromiale” in “dolore di spalla da cuffia dei rotatori”, mentre Dhillon KS suggerisce di nominarlo in “sindrome da dolore anterolaterale di spalla”.

Per le lesioni parziali della cuffia dei rotatori la fisioterapia ha la stessa efficacia della chirurgia a 1, 2, 4, 5, 10 anni.

Inoltre non sembra esserci una relazione diretta tra presenza di lesione della cuffia dei rotatori e la presenza di dolore. Alcuni pazienti con una lesione estesa della cuffia dei rotatori non hanno dolore mentre alcuni pazienti con lesioni minori hanno un dolore severo.

DIAGNOSI

Ci sono svariati test clinici per diagnosticare la sindrome da impingement, ma la loro specificità è scarsa e non si sono dimostrati utili per diagnosticare questa sindrome. Forse la combinazione di alcuni di questi test ci può essere un po’ più d’aiuto dal punto di vista clinico.

Le immagini diagnostiche (ecografia e risonanza magnetica) non si sono dimostrate utili nell’individuare la causa del dolore alla spalla e nel diagnosticare la sindrome da conflitto subacromiale.

Sindrome da impingement

TRATTAMENTO

Nel trattamento di questa patologia gli esercizi domiciliari di rinforzo e allungamento per la muscolatura della cuffia dei rotatori e per i muscoli che gestiscono la scapola si sono dimostrati efficaci nel migliorare il dolore, la mobilità e la forza dei pazienti affetti da questa sindrome.

E’ stato altresì evidenziato che l’esecuzione degli esercizi sotto sorveglianza davano risultati migliori.

Probabilmente i pazienti dovrebbero iniziare a effettuare esercizi mirati sotto supervisione per poi arrivare a fare un lavoro di mantenimento a domicilio al raggiungimento di una certa stabilità e sicurezza nella loro esecuzione.

Attualmente è fortemente raccomandato aggiungere la terapia manuale al trattamento con esercizi perché questa combinazione si è dimostrata ottimale nel ridurre il dolore, migliorare la forza e la mobilità dei pazienti affetti da questa sindrome.

Il trattamento riabilitativo ad oggi è quello raccomandato come primo approccio e solo in seguito ad un suo fallimento l’opzione chirurgica può essere considerata.

Le terapie con ultrasuoni, laser, onde d’urto, iniezioni di corticosteroidi o acido ialuronico ad oggi trovano poco sostegno dal punto di vista scientifico e non ne viene raccomandato l’utilizzo.

L’immobilizzazione dell’arto superiore e un approccio solamente passivo sono da evitare.

CONCLUSIONI

Ad oggi non c’è un programma di esercizi ottimale o più efficace di un altro nel trattamento della sindrome da impingement, ma la combinazione di terapia manuale ed esercizio è sicuramente la combinazione vincente.

L’esperienza manuale e clinica del fisioterapista, abbinata alla sua specializzazione in questo ambito probabilmente può fare la differenza.

Se soffri di dolore antero-laterale alla spalla e al braccio, prevalentemente nei movimenti che richiedono al braccio di alzarsi a livello della spalla o sopra la testa, non aspettare, prenota un appuntamento per iniziare il tuo percorso verso il benessere.

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