L’esercizio terapeutico e la terapia manuale in riabilitazione

da | Mag 28, 2024 | Trattamenti in fisioterapia | 0 commenti

Esercizio terapeutico è il corrispettivo italiano di quello che nel nord Europa e in America viene chiamato Medical Training Therapy. Il lavoro che si può svolgere con attrezzature simili a quelle presenti nella maggior parte delle palestre, ma progettate e costruite per la fisioterapia permette di ridurre il gonfiore e il dolore, migliorare il movimento e la resistenza dei tessuti. E’ la competenza, lo studio e l’apprendimento delle scienze di base (biologia, anatomia, istologia, biomeccanica, meccanismi che regolano il dolore, endocrinologia, fisica…) e la loro applicazione specifica e scientifica che rende il lavoro efficace. L’esercizio terapeutico è un completamento indispensabile al solo trattamento di terapia manuale, è un aggiornamento e un vantaggio rispetto agli esercizi proposti in fisioterapia essendo basata su recenti ricerche in materia di fisiologia, istologia, neurofisiologia, biomeccanica.

Perché dovrei fare esercizio terapeutico?

I motivi possono essere molti e di diversa origine:
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Hai avuto un trauma, un intervento, un periodo di immobilizzazione e necessiti di un recupero funzionale. Articolazioni, muscoli, cartilagini, ossa, tendini, legamenti e tessuto nervoso hanno bisogno di essere sollecitati per farsì che recuperino la corretta capacità di carico rispetto al carico che ricevono nella vita di tutti i giorni.
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Il tuo dolore è resistente ai trattamenti che hai provato fino ad ora. La tua sensibilità agli stimoli è alterata: sei diventato ipersensibile. Il solo trattamento passivo (manuale, farmacologico, fisico) si è dimostrato non molto efficace in questi casi a lungo termine.
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Disfunzioni articolari periferiche o alla colonna vertebrale hanno condizionato il tuo modo di muoverti e l’efficacia con cui i tuoi muscoli gestiscono il tuo corpo portandoti a sovraccarichi continui.
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Hai appreso abitudini sbagliate, vizzi posturali o non hai abbastanza resistenza per gestire le posizioni lavorative. Il modo più efficace per migliorare la situazione è fare lavorare il corpo attivamente e riacquisire la percezione del tuo corpo nello spazio.
Il concetto di neuroplasticità è alla base di quanto sopra scritto perché la riabilitazione ortopedica, in tutte le sue forme, in realtà è una riabilitazione anche neurologica: non stiamo riallenando solo il nostro sistema muscolo scheletrico, ma anche il nostro cervello.

Perché non posso svolgere gli esercizi in qualsiasi palestra con gli stessi risultati?

Innanzitutto perchè le attrezzature sono progettate per la riabilitazione, sono specifiche nel design e nella gestione dei carichi di lavoro.
Gli esercizi sono svolti a corpo libero, con e senza pesi e le attrezzature della palestra vengono utilizzate per facilitare l’esecuzione dell’esercizio, non solo per offrire resistenza: è una rieducazione al movimento.
L’assistenza in palestra è fornita da fisioterapisti qualificati e istruiti a supervisionare in modo capillare il lavoro dei clienti.

La ripetizione di un movimento crea un cambiamento nella qualità delle connessioni tra i neuroni nel cervello creando un apprendimento: neuroplasticità. Ripetere esercizi, senza supervisione, ci espone al rischio di creare un errato apprendimento che ci condizionerà non solo nel lavoro in palestra, ma anche nello sport e nella nostra vita quotidiana esponendoci al rischio di lesioni da sovraccarico e a traumi.

Il numero di clientela è tale da permettere a tutti di ricevere la dovuta assistenza.
L’accesso alla palestra avviene dopo un’istruzione individuale e adeguata al programma di lavoro. Questo permetterà di eseguire gli esercizi con maggior sicurezza e risultato.

Come viene stabilito il programma di lavoro?

Il programma di lavoro viene stabilito tramite una valutazione individuale a lettino. Durante la valutazione, grazie a movimenti attivi e ad un’analisi passiva delle strutture articolari e mio-fasciali, da parte del fisioterapista, verranno individuate le aree d’intervento e la miglior strategia d’azione per lavorare su: mobilità, coordinazione, flessibilità mio-fasciale, incremento della forza e/o della massa muscolare, riattivazione muscolare, desensibilizzazione delle ipersensibilità legate al dolore persistente, incremento della resistenza dei tessuti (osseo, cartilagineo, tendineo, muscolare).

Come è strutturato il programma di lavoro?

L’allenamento non è rivolto solo ai muscoli o al singolo muscolo.

L’integrazione dei vari gruppi muscolari durante il movimento, coordinazione e controllo in tutto l’arco di movimento e l’incremento della resistenza dei tessuti al carico sono la chiave per raggiungere i risultati attesi.

Non è una palestra solo per il fisico, ma anche per la mente. Una nuova consapevolezza del tuo corpo di permetterà di capire in modo trasversale come gestire i tuoi allenamenti e ridurre il rischio di infortuni durante il tuo allenamento, nello sport o nelle tue attività quotidiane. Migliorando la percezione del corpo e capendo le basi degli esercizi con sovraccarico sarai più confidente e indipendente nella gestione dei carichi in qualunque situazione: sport e vita quotidiana.

Se ho dolore come posso fare esercizio?

Non ti preoccupare l’impostazione del lavoro terrà conto della fase in cui ti trovi (acuta, sub-acuta o di dolore persistente) e il programma d’esercizio sarà tarato per rimodulare il dolore.

Quali sono gli obiettivi dell’esercizio terapeutico?

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Lavorare sulle criticità evidenziate dalla valutazione iniziale a lettino.

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Fissare i miglioramenti ottenuti con il lavoro manuale a lettino.
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Trattare il dolore nella maniera più efficace: tramite l’esercizio terapeutico graduato. Questo tipo di approccio è confermato da dati derivanti da differenti ambiti della medicina: fisiologia, istologia, neurofisiologia, biomeccanica e rappresenta un completamento indispensabile al solo trattamento manuale.
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Migliorare la percezione del tuo corpo e del gesto motorio sia sportivo che del vivere quotidiano.
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Imparare a gestire il peso del tuo corpo e dei pesi che sposti in sicurezza.
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Lavorare su movimenti tridimensionali (il nostro corpo si muove sempre su 3 dimensioni) e non solo su una dimensione come avviene con il classico lavoro in palestra.
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Rinforzare tutti i tessuti: cartilagineo, osseo, tendineo e non solo quello muscolare. Questo è possibile differenziando il tipo di lavoro e gli stimoli che questo conferisce ai tessuti, gestendo i carichi di lavoro e i tempi di recupero in modo opportuno.
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Transizione verso l’indipendenza: imparerai ad allenarti, a muoverti meglio e con maggiore consapevolezza, riducendo il rischio di infortuni. Non ripeterai esercizi, senza capirne il senso, ma apprenderai gli strumenti per autovalutarti e sarai in grado di capire se stai eseguendo il movimento correttamente o meno.

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Perché non posso fare solo esercizio terapeutico?

Perché fare solo questo, senza abbinarlo al lavoro manuale non permette di raggiungere gli stessi risultati

Grazie al lavoro manuale si ottiene:

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Una migliore meccanica articolare,
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L’inibizione del dolore e della contrazione muscolare protettiva,
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La normalizzazione dei riflessi somato-viscerali,
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La mobilizzazione delle rigidità articolari
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La riduzione delle tensioni mio-fasciali,
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Una rieducazione fine dello schema di movimento,

mentre l’esercizio è indispensabile per:

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Aumentare la capacità di carico dei tessuti,
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La coordinazione, la forza e la massa muscolare,
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La flessibilità articolare e mio-fasciale,
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Rimodulare il dolore,
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Stimolare la propriocezione (l’insieme di informazioni che ci danno la percezione del nostro corpo nello spazio),
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Ma soprattutto fissare il guadagno ottenuto con il lavoro manuale.

L’integrazione tra terapia manuale ed esercizio terapeutico è fondamentale in quanto uno rinforza l’altro.

Il lavoro manuale è più specifico ed efficace sotto alcuni aspetti, ma senza la ripetizione e il carico fornito dall’esercizio non sempre si riesce ad ottenere i risultati prefissati.

L’esercizio dal canto suo ha il vantaggio di incrementare la resistenza dei tessuti al carico e di agire più efficacemente su alcuni tipi di dolore, ma ha un’efficacia limitata senza un lavoro manuale che migliori la meccanica articolare, riduca le tensioni mio-fasciali o che scarichi il paziente dall’accumulo di lavoro.

Ogni paziente necessità del giusto dosaggio di terapia manuale ed esercizio terapeutico.

Il dosaggio cambia da una fase all’altra e in base alla problematica affrontata, ma è il giusto mix a permettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati. 

Come viene gestito il lavoro a lettino e l’esercizio terapeutico?

Il mix tra i due varia da persona a persona, ma indicativamente dopo qualche seduta di lavoro a lettino, in cui il paziente è valutato e trattato manualmente, si imposta insieme il lavoro di esercizio terapeutico.

Quando il paziente sarà in grado di eseguire i propri esercizi in autonomia e sicurezza potrà attivare l’abbonamento per la sala riabilitativa. L’abbonamento è ad ingressi a scalare. Tramite l’abbonamento il paziente potrà accedere alla sala riabilitativa e godere dell’assistenza del fisioterapista che si occuperà della supervisione dell’esecuzione degli esercizi dei clienti presenti.

Cosa mi serve per fare terapia manuale e accedere alla sala riabilitativa?

La prescrizione medica per la fisioterapia e avere un cambio: salvietta, abbigliamento adeguato, scarpe dedicate o calze antiscivolo per svolgere esercizi.

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