Protesi del ginocchio: non sempre la soluzioni di tutti i mali

da | Apr 16, 2024 | Trattamenti in fisioterapia | 0 commenti

Ti trovi anche tu nella situazione in cui il dolore al ginocchio sembra dominare la tua vita quotidiana? Ti senti limitato nei movimenti, costretto a fare compromessi nelle attività più semplici? Se la risposta è sì, oggi esploreremo insieme un aspetto cruciale nella gestione del dolore legato all’osteoartrosi al ginocchio: la fisioterapia.

Quanto conta la fisioterapia nella rimodulazione del dolore?

L’osteoartrosi (OA), più comunemente chiamata “artrosi”, è la patologia muscolo-scheletrica che più frequentemente affligge il nostro corpo. Si ha la tendenza a considerarla come qualcosa su cui si può fare poco e con cui convivere a discapito dei dolori e della disabilità che questa può causare. In realtà la sua gestione nella fase precoce può influenzare la sua evoluzione e il dolore. Parlando di dolore questo può cronicizzare e diventare un dolore persistente, se mal gestito al suo esordio, e rimanere nel 20% dei pazienti anche dopo l’intervento di protesi totale di ginocchio.
Le articolazioni più comunemente coinvolte sono l’anca e il ginocchio, ma in questo articolo ci concentreremo su quella di ginocchio.

L’OA ha un andamento degenerativo che può portare a disabilità e dolore, specialmente nelle persone sopra i 50 anni di età.
Macroscopicamente l’OA viene distinta in:

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PRIMARIA o IDIOPATICA

quando non ci sono cause note.
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SECONDARIA

quando è dovuta ad un altro evento o patologia.
L’OA diventa più comune con l’invecchiamento in quanto la cartilagine che riveste le articolazioni tende ad assottigliarsi, i legamenti tendono a diventare più distesi e meno efficienti, le superfici articolari non hanno più la stessa qualità di scorrimento l’una sull’altra, rispetto a prima, e quindi l’articolazione può essere più suscettibile ad eventuali lesioni o sovraccarichi.

Quale può essere la causa dell’osteoartrosi?

Per poter rispondere a questa domanda è necessario definire cosa si intende per “propriocezione”. La propriocezione è l’insieme dei segnali che arrivano al cervello da innumerevoli recettori che sono all’interno dei nostri tessuti: muscoli, pelle, articolazioni. Grazie a queste informazioni noi siamo in grado di muoverci e sapere la posizione del nostro corpo nello spazio, senza bisogno di guardare ciò che stiamo facendo. La propriocezione è strettamente legata al controllo del movimento.

Nell’OA la modificazione dei tessuti articolari produce una diminuzione delle informazioni propriocettive provenienti dall’articolazione che può portare a rigidità articolare, infiammazione, dolore, inibizione e debolezza dei muscoli con conseguente diminuzione della propriocezione, innescando così un circolo vizioso che va a ridurre la qualità della vita.

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Ad esempio:

Un paziente con dolore al ginocchio modificherà il suo modo di muoversi, di camminare, di fare le scale e questo influenzerà inevitabilmente anche altre articolazioni, come l’anca e la caviglia che sono coinvolte in queste funzioni.

Come curare l’artrosi al ginocchio?

Attualmente le terapie proposte sono molteplici compresa la farmacologia, la fisioterapia, la terapia manuale e la chirurgia.

Nel caso in cui le terapie conservative non siano più efficaci e l’osteoartrosi sia avanzata all’ultimo stadio, la protesi totale di ginocchio rimane l’unica alternativa.

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Questo intervento chirurgico sostituisce l’articolazione danneggiata con un impianto artificiale, ripristinando la funzione e riducendo il dolore.

Perché il mio dolore al ginocchio permane nonostante la protesi del ginocchio?

Il primo mese dopo la protesi del ginocchio può essere doloroso a causa dell’infiammazione, del gonfiore e del rimodellamento osseo che viene effettuato con l’intervento chirurgico. A sei mesi nel 20% dei casi il dolore, che si è protratto negli anni, non svanisce con l’intervento.
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Il dolore permane perché non è più legato alla condizione dell’articolazione, quindi all’OA, ma si è radicato nel sistema nervoso centrale e in alcune aree del cervello collegate al ginocchio e si parla di dolore persistente.

Si può fare qualcosa per il dolore persistente in caso di protesi del ginocchio?

Negli anni, grazie agli avanzamenti nella comprensione del dolore persistente dopo interventi di protesi al ginocchio, si è potuta sviluppare una maggiore consapevolezza riguardo a questo fenomeno. Questo ha portato alla creazione di piani di trattamento riabilitativo specifici e mirati, progettati appositamente per affrontare le complessità del dolore persistente che coinvolge fino al 20% dei pazienti sottoposti a intervento di protesi del ginocchio.

Come si tratta il dolore persistente in caso di protesi del ginocchio?

Il trattamento di questi pazienti differisce dalla normale riabilitazione post-chirurgica perché non si deve solo recuperare dall’intervento appena eseguito, ma si deve impostare un lavoro specifico di rimodulazione del dolore. Per questo motivo è necessario disporre di un ambiente attrezzato a tale scopo e un personale con una formazione specifica nella gestione del dolore persistente.

Perché devo fare riabilitazione dopo la protesi del ginocchio?

La riabilitazione post-chirurgica è indispensabile per inibire il dolore, recuperare la mobilità articolare, la forza muscolare, l’elasticità articolare, la propriocezione e per riacquistare tutte le funzioni di base (camminare, alzarsi, sedersi, coricarsi, fare le scale, andare in bicicletta…)

Sarebbe utile fare riabilitazione prima dell’intervento di protesi del ginocchio?

Sappiamo per altri interventi al ginocchio, come nella riparazione chirurgica del legamento crociato anteriore, che 6 settimane di riabilitazione pre-intervento ne migliorano il recupero, mentre per quanto riguarda la protesi di ginocchio non abbiamo dati certi.
Sembra tuttavia ragionevole pensare che operare un’articolazione meno gonfia e dolorante in un contesto di movimento globale migliore della persona non sia completamente inutile.

Conclusione

La riabilitazione dell’osteoartrosi al ginocchio e la sua relativa protesi che mira non solo all’articolazione coinvolta, ma all’intera persona, compreso il suo apparato cardio circolatorio e alla sua memoria del dolore si è dimostrato efficace nella rimodulazione del dolore e del dolore persistente.

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